Un esemplare di Lupo Etiope
Un esemplare di Lupo Etiope. Foto: Adrien Lesaffre

Il lupo etiope, l’impollinatore che non ti aspetti

Il grande predatore, a rischio d'estinzione, vive nel "Parco nazionale delle montagne di Bale". E uno studio ha confermato che, oltre e nutrirsi di roditori, è ghiotto di nettare. Facilitando in questa maniera l'impollinazione
5 Marzo, 2025
2 minuti di lettura

Quando si parla di impollinazione, il binomio api e fiori è quasi scontato. Tutt’al più, nel nostro immaginario alle api si aggiungono altri insetti impollinatori, come bombi e farfalle, insieme a qualche piccolo uccello e mammifero, come i colibrì e alcune specie di pipistrelli e scimmie.

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Ma secondo un recente studio pubblicato su Ecology, nel mosaico degli animali che portano il polline da una pianta all’altra va aggiunto anche un impollinatore d’eccezione: il lupo etiope.

L'areale del Lupo Etiope
Fonte: Mario Massone / Wikipedia

Ghiotto di nettare

Il lupo etiope (Canis simensis) ha un aspetto snello e slanciato, con un muso aguzzo, grandi orecchie e una coda folta, vive sugli altipiani dell’Etiopia in un ambiente di alta montagna. È uno dei canidi più rari e minacciati al mondo – ne rimangono sì e no 500 esemplari – ed è il carnivoro africano a maggiore rischio di estinzione. La dieta principale del lupo etiope è a base di roditori, ma a quanto pare questo predatore dal pelo fulvo è ghiotto anche di nettare. Così spiega Sandra Lai, la ricercatrice dell’Università di Oxford che ha condotto lo studio insieme ad altri colleghi del Programma di conservazione del lupo etiope:

Lupo etiope: la ricercatrice Sandra Lai
Foto: University of Oxford

«Le nostre osservazioni documentano per la prima volta un grande carnivoro intento a cibarsi di nettare».

I lupi etiopi impollinano i fiori?

Ci troviamo nel Parco nazionale delle montagne di Bale, in Etiopia, dove i ricercatori stanno portando avanti da tempo un progetto di conservazione per questa specie. Negli anni, questi animali erano stati visti in più occasioni cibarsi del nettare di Kniphofia foliosa, una pianta erbacea simile all’asfodelo (da cui si ottiene oltretutto un miele prelibato) tipica di questa regione. Le osservazioni, però, non erano mai state documentate in modo sistematico.

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Per capirne di più, gli autori dello studio hanno deciso di seguire sei individui di tre diversi branchi nelle loro attività quotidiane per più giorni consecutivi. I risultati non si sono fatti attendere: in alcuni momenti della giornata, i lupi etiopi visitavano i campi fioriti e si muovevano di fiore in fiore facendo scorpacciate di nettare e, naturalmente, impiastricciandosi il muso di polline. Proprio quello che ci si aspetterebbe da un tipico animale impollinatore, che spostandosi da un fiore all’altro fa da inconsapevole “postino” del polline e aiuta così le piante a riprodursi.

Lupo etiope
Foto: LuCaAr / Getty Images Pro

Mutuo aiuto

L’inusuale comportamento alimentare del lupo etiope potrebbe essere spiegato con “l’ipotesi del dessert”. Per il grande carnivoro è impensabile vivere di solo nettare, ma il liquido zuccherino offerto dai fiori può essere un gradito snack ricco di calorie da aggiungere al piatto forte. Mentre per le piante, confezionare questo “dessert” è un ottimo stratagemma evolutivo per attirare gli animali che, tuffandosi nei fiori, si trasformano in alacri impollinatori. Si tratta insomma di una perfetta interazione mutualistica, vantaggiosa per entrambe le parti: la pianta si moltiplica e il lupo etiope si gusta il suo energetico spuntino. Capirne di più su queste relazioni è fondamentale non solo per proteggere il prezioso predatore, ma anche per tutelare l’ecosistema in cui vive.

I ricercatori Sandra Lai e Don-Jean Léandri-Breton tra le piante di Kniphofia foliosa, nel Parco delle montagne di Bale
Lupo etiope Sandra Lai e il collega Don-Jean Léandri-Breton tra le piante di Kniphofia foliosa nel parco etiope delle montagne di Bale Foto Sandra Lai

Vale a dire un prezioso hotspot di biodiversità minacciato dalla perdita di habitat e dal cambiamento climatico.

Mielizia

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Mara Marchesan
Mara Marchesan
Naturalista, consulente editoriale e giornalista scientifica. Collabora con case editrici, testate digitali e progetti europei, occupandosi dell’ideazione e stesura di contenuti informativi, divulgativi e didattici, della progettazione, redazione e traduzione di libri di scienze, dello sviluppo e gestione di attività di disseminazione e divulgazione scientifica. Spirito eclettico e curioso, ha una vocazione internazionale e multiculturale nutrita sin dalla nascita e una passione atavica per la natura nelle sue molteplici forme ed espressioni. Negli anni ha spaziato dai territori più tecnici e scientifici a quelli più arcaici e olistici, muovendosi sempre con l’entusiasmo dell’esploratore e l’animo del pioniere. Ha a cuore i temi dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile e crede che il motto “make the world a better place” non riguardi solo gli umani ma anche i nostri compagni di viaggio di tutti i regni. Oltre al mondo naturale, la appassionano il lifestyle sostenibile e le innovazioni green, la letteratura e le espressioni artistiche e tutto ciò che è fusione tra natura e cultura.
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