Moonis Ahmad Shah, "All That You Make Disappear in My Fret, Is but Immortal", 2024. Foto: Pac, Milano

Oltre l’umano, dentro la natura. Sette mostre da non perdere nel 2026

Dalla crisi climatica alla tutela della biodiversità, dai paesaggi sottomarini ai nuovi immaginari ecologici. Un itinerario attraverso l'arte nelle sette esposizioni in Italia che nel 2026 mettono l’ambiente al centro della ricerca artistica

13 Gennaio, 2026
5 minuti di lettura

Natura e ambiente, ecologia e sostenibilità sono protagoniste di diverse mostre in Italia nel corso del 2026: dalla crisi climatica alla tutela della biodiversità, dalla bellezza dei giardini storici al rapporto tra corpo, energia e paesaggio, attraverso l’arte è possibile riflettere sull’urgenza della transizione ecologica e cogliere chiavi di lettura complementari sulle grandi sfide ambientali del nostro tempo.

Vi presentiamo la selezione di Sapereambiente dei principali eventi green in programma nel nostro paese durante i prossimi mesi.


1. FIRENZE > “Oceani”

Sette mostre da non perdere nel 2026: un anello di barracuda circonda la subacquea Dinah Halstead nelle acque cristalline della Papua Nuova Guinea. Foto: David Doubile
Un anello di barracuda circonda la subacquea Dinah Halstead nelle acque cristalline della Papua Nuova Guinea. Foto: David Doubilet

Gli spettacolari scatti subacquei di David Doubilet esplorano la bellezza e la fragilità degli ecosistemi marini. Oltre ottanta immagini raccontano gli ecosistemi marini, oggi sottoposti a forti pressioni per via del cambiamento climatico e delle attività umane. Insieme alla moglie Jennifer Hayes, biologa marina e a sua volta fotografa subacquea, David Doubilet è diventato un ambasciatore degli oceani, e dell’importanza che la loro salute ha per il nostro benessere.

Viaggio per immagini nei mari del pianeta

In undici sale sono esposte immagini iconiche scattate nei mari di tutto il mondo, dai Caraibi alle Filippine, dall’Indonesia all’Australia, fino all’Antartide.

Dove: Firenze, Villa Bardini
Quando: fino al 12 aprile
Per saperne di più: www.nationalgeographic.it/


2. BRESCIA > “Elogio della diversità”

Sette mostre da non perdere nel 2026: gli interni della mostra “Elogio della diversità. Viaggio negli ecosistemi italiani”.
“Elogio della diversità. Viaggio negli ecosistemi italiani”. Foto: Fondazione Brescia Musei

Il Castello di Brescia propone un viaggio, fisico e immaginifico, nelle diversità del nostro paese. La bellezza e l’importanza della biodiversità sono raccontate attraverso una commistione di linguaggi in cui si fondono rigore scientifico e suggestione estetica, spiegazione ed emozione. Il racconto è arricchito da video, apparati iconografici e ricostruzioni. Contribuisce a questa narrazione l’allestimento progettato da Marisa Coppiano e realizzato da Opera Laboratori. Il pubblico si immerge così nella ricchezza degli ecosistemi, circondato dalla “meravigliosa prepotenza” della natura.

Collezioni naturalistiche al centro del percorso

La sezione del percorso dedicata alla fauna terrestre è allestita interamente con le collezioni del Museo di Scienze Naturali di Brescia ed è il frutto della collaborazione dei curatori della mostra con il personale della sezione di zoologia del Museo.

Dove: Castello di Brescia, Sala del Grande Miglio
Quando: fino al 15 febbraio
Per saperne di più: https://www.bresciamusei.com/evento/mostra-elogio-della-diversita-viaggio-negli-ecosistemi-italiani/


3. NAPOLI > “Natura naturans”

Sette mostre da non perdere nel 2026: gli interni di "Natura naturans"
Gli interni di “Natura naturans”. Foto: Aboca

Le Gallerie d’Italia – Napoli ospitano un’installazione realizzata da Aboca che intreccia natura, arte e geometria, capace di dialogare con la monumentalità razionalista della hall e con la sua luce controllata, trasformandosi in un segno simbolico e contemporaneo.

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L’installazione rappresenta il principio di autorganizzazione che è alla base dei sistemi viventi. Dalla crescita organica della pianta prende origine la geometria del dodecaedro, simbolo di armonia e universalità.

L’ulivo come principio vitale

L’ulivo, cuore dell’opera, è simbolo di pace, saggezza e rinascita, incarna la potenza creatrice della natura. Così, in natura naturans, la vita si organizza spontaneamente in forma, la materia diventa pensiero e la natura si rivela come intelligenza universale.

Dove: Napoli, Gallerie d’Italia
Quando: fino al 22 marzo
Per saperne di più: www.gallerieditalia.com


4. MILANO > “India. Di bagliori e fughe”

Sette mostre da non perdere nel 2026: Veduta della mostra "India. Di bagliori e fughe"
Veduta della mostra “India. Di bagliori e fughe”. Foto: Nico Covre

Curata dal Raqs Media Collective (un collettivo di artisti e curatori con sede a Delhi) e da Ferran Barenblit, la mostra ha come obiettivo quello di offrire una visione polifonica dell’India contemporanea, lontana dagli stereotipi esotici, concentrandosi invece sulle tensioni sociali, politiche ed ecologiche del subcontinente. Il titolo suggerisce un contrasto tra le luci accecanti dello sviluppo tecnologico e le “fughe” necessarie di fronte alle disuguaglianze e alle crisi climatiche.

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L’esposizione riunisce 29 artisti che utilizzano una vasta gamma di media: pittura, fotografia, videoarte, installazioni site-specific, performance e web art.

Narrazione plurale

Tra i nomi principali figurano Anju Acharya, Tenzin Gyurmey Dorjee, Uzma Mohsin, Sumakshi Singh e il collettivo Panjeri Artists’ Union.

• Dove: Milano, PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
• Quando: fino all’8 febbraio
• Per saperne di più: www.pacmilano.it


5. VENEZIA > Marina Abramović, “Transforming Energy”

Sette mostre da non perdere nel 2026: Marina Abramović,
Marina Abramović,. Foto: Clara Melchiorre / Gallerie Accademia Venezia

La prima mostra alle Gallerie dell’Accademia di Venezia dedicata a una artista vivente, presentata in occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, segna l’80esimo compleanno di Marina Abramović e instaura un profondo dialogo tra la sua pionieristica arte performativa e i capolavori rinascimentali che hanno plasmato l’identità culturale di Venezia. È curata da Shai Baitel, Direttore Artistico del Modern Art Museum (Mam) di Shanghai, in stretta collaborazione con l’artista. Nella Serenissima, l’uso che Abramović fa di quarzo, ametista e altri elementi naturali richiama la storia del mosaico veneziano e la ricerca rinascimentale della trasformazione, sia materiale sia metafisica.

Il corpo come luogo di esperienza

Ponendo il corpo del visitatore al centro dell’opera, la mostra invita a una forma di osservazione “prolungata”, meno passiva e più orientata alla presenza, alla partecipazione e alla possibilità di un cambiamento interiore.

Dove: Venezia, Gallerie dell’Accademia
Quando: dal 6 maggio al 19 ottobre
Per saperne di più: www.gallerieaccademia.it/transforming-energy-di-marina-abramovic


6. ROMA > “Ville e Giardini di Roma: una corona di delizie”

Sette mostre da non perdere nel 2026: Georges Paul Leroux (Parigi 1877 – 1957), "Passeggiata al Pincio"
Georges Paul Leroux (Parigi 1877 – 1957), “Passeggiata al Pincio”

La mostra ospitata a Palazzo Braschi accompagna attraverso i secoli e invita a scoprire l’evoluzione degli spazi verdi della Capitale, per comprenderne le funzioni come strumenti di potere, piacere e contemplazione, testimonianza di un rapporto complesso e stratificato tra uomo e natura. Le opere in esposizione, provenienti da prestigiose istituzioni internazionali e da prestiti privati, circa centonovanta tra dipinti, stampe, manoscritti, modelli in scala e installazioni multimediali, rendono evidente come Roma abbia continuamente reinventato la propria relazione con il paesaggio.

Una mappa verde tra storia e memoria

Il racconto si dipana dalle armonie rinascimentali alle sperimentazioni novecentesche e si apre con una grande mappa interattiva che orienta lo sguardo e aiuta a contestualizzare: la città appare come un insieme di isole verdi, alcune celebri, altre quasi dimenticate.

Dove: Roma, Palazzo Braschi
Quando: fino al 12 aprile 2026
Per saperne di più: www.museodiroma.it/


7. BIELLA > “Selvatica – Arte e natura in Festival”

Un airone della Louisiana, illustrazione di John James Audubon. Foto: Wikipedia

Gli storici palazzi Gromo Losa e Ferrero sono pronti a ospitare artisti, fotografi, creativi e ricercatori in un insieme di proposte che coniugano mostre di pittura, fotografia, scultura, laboratori didattici ed eventi collaterali, tutti uniti da un unico grande fine: la salvaguardia e la tutela dell’ambiente.

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Selvatica 2026 ospiterà la prima grande mostra in Italia dedicata allo statunitense John James Audubon, tra i più importanti artisti naturalisti della storia, famoso per le sue spettacolari illustrazioni dedicate agli uccelli del continente americano, raccolte nel celebre e monumentale The Birds of America. A Biella approderà un eccezionale nucleo di quaranta capolavori, un’occasione irripetibile per ammirare dal vivo la potenza espressiva e la raffinatezza scientifica che hanno reso Audubon un’icona senza tempo.

Dialoghi contemporanei intorno all’eredità naturalista

A corollario, in esposizione le sculture di Alice Zanin dedicate all’opera del maestro naturalista.

• Dove: Biella, Palazzo Gromo Losa e Palazzo Ferrero
Quando: dal 25 aprile al 19 luglio 2026
Per saperne di più: hwww.palazzoferrero.it/mostre/243-selvatica-arte-e-natura-in-festival-xi-edizione-25-aprile-2026-19-luglio-2026

Mielizia

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Francesca Romana Buffetti
Francesca Romana Buffetti
Antropologa sedotta dal giornalismo, dirige dal 2015 la rivista “Scenografia&Costume”. Giornalista freelance, scrive di cinema, teatro, arte, moda, ambiente. Ha svolto lavoro redazionale in società di comunicazione per diversi anni, occupandosi soprattutto di spettacolo e cultura, dopo aver studiato a lungo, anche recandosi sui set, storia e tecniche del cinema.
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