Il mese che sta per concludersi, ormai per tradizione, porta alla ribalta il tema della protezione della natura. Il 20 maggio, infatti, si è celebrata la Giornata mondiale delle api, il 22 è tornata la Giornata mondiale della biodiversità. E subito dopo, il 24, è stato il turno della Giornata europea dei Parchi.
Ma non solo: fra pochi giorni, il 5 giugno, sarà la Giornata mondiale dell’ambiente istituita dalle Nazioni Unite e l’8 quella degli oceani, quest’anno proprio alla vigilia dell’importante vertice delle Nazioni Unite sempre sugli ecosistemi marini che si terrà a Nizza dal 9 al 13 giugno.

Il nostro dato del mese, perciò, ruota intorno alla biodiversità. Ed è questo: 17.832%. Di cosa si tratta?
Grido d’allarme
È presto detto: sono le specie di animali (vertebrati ed invertebrati) considerate a rischio di estinzione (aggiornamento 2024) secondo la “Lista Rossa” – il più completo inventario del rischio di estinzione delle specie a livello globale – mantenuta e aggiornata dalla Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN, International Union for Conservation of Nature). La cifra sale a quota 47.000 se si considerano nel complesso le specie viventi sulla Terra. Tanto che a causa delle attività insostenibili dell’uomo, sul nostro pianeta c’è chi sostiene che sia in atto la sesta estinzione di massa.

Gli strumenti europei
Un dato certamente allarmante, che richiede azioni immediate a protezione di una condizione fondamentale per la vita sulla Terra, vale a dire la diversità delle specie che vi abitano. Quali sono gli strumenti che abbiamo messo in campo per proteggerla? Innanzitutto ci sono quelli europei. Alla fine del 2019, la Commissione ha adottato The European Green Deal, una visione ambiziosa per una transizione verde sostenibile che sia giusta e socialmente equa. La biodiversità è uno dei suoi principali settori di intervento.
Target al 2030
Nel 2020 la Commissione Europea ha adottato inoltre la Strategia Europea per la Biodiversità al 2030 (Seb 2030) che tra i suoi obiettivi chiede agli Stati membri di proteggere entro questa data almeno il 30% di territorio nazionale e il 30% dei mari e che almeno un terzo di queste zone sia rigorosamente protetto.
Si impegna anche a piantare almeno tre miliardi di alberi nell’Ue entro, nel pieno rispetto dei principi ecologici. Questo, oltre a sostenere la biodiversità, contribuirebbe a mitigare i cambiamenti climatici e favorirebbe l’adattamento ai fenomeni meteorologici estremi.
Natura 2000 e il ruolo delle aree protette
Un ruolo importante per centrare questi obiettivi lo svolgono le aree protette. L’Ue possiede la più grande rete coordinata di ambiente protetto al mondo, nota come “Natura 2000” e costituita da quasi 27.000 siti terrestri e marini. Secondo i dati diffusi da Eurostat, nel 2020, quasi 451.000 km2 delle acque marine dell’Ue sono state protette come aree marine di Natura 2000. Le aree terrestri protette, nel 2020, hanno raggiunto un’estensione di oltre 764.000 km2.
La mappa della natura protetta in Italia
L’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale (Ispra) pubblica un indicatore che integra i dati spaziali relativi ai principali sistemi di tutela della biodiversità esistenti nel nostro paese (aree protette e Rete Natura 2000). Calcola, inoltre, la superficie tutelata a terra e a mare, ne valuta la variazione dal 1991 al 2023 e mostra la distanza tra la percentuale protetta e il target 30% posto dalla Seb 2030.
Il quadro attuale
Ebbene, la copertura nazionale di superficie protetta, al netto delle sovrapposizioni tra aree protette e siti Natura2000, comprende circa 4.068.476 ettari a mare, pari all’11,62% delle acque territoriali e Zpe (Zona di Protezione Ecologica) italiane; e circa 6.532.341 ettari a terra, pari al 21,68% del territorio italiano. I trend mostrano come la percentuale protetta si sia stabilizzata a partire dal 2006 per il mare e dal 2011 per la parte terrestre.

Obiettivi da centrare
Quindi, per raggiungere l’obiettivo 30% fissato dalla Seb 2030, manca un ulteriore 18% circa di superficie marina da sottoporre a tutela (pari a circa 6.600.000 ettari) e un 8% di superficie terrestre (pari a circa 2.500.000 ettari). Possibile farcela? Certamente. L’Italia possiede una rete complessa di aree protette, 871 in tutto, fra Parchi nazionali, Riserve statali, Parchi regionali, Riserve regionali e altre forme di tutela. Ma le giornate della biodiversità devono servirci soprattutto a sottolineare quali sono gli atti concreti per proteggerla.
E la percentuale di territorio protetto rappresenta un indicatore fondamentale per capire se stiamo andando nella direzione giusta.















